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Francesco Scerbo
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Il Rifugio di Francesco non è stata solo un'associazione operante 
nell'ambito del bullismo o del disagio giovanile.  
E' stata una seconda casa, una grande famiglia e un piccolo 
caminetto a cui avvicinarsi quando fuori è freddo. 
 Una dimora in cui Luca ha abitato, occupando una stanza molto 
grande come un variopinto salone delle feste.  
Una famiglia di cui Luca è stato parte: un fratello minore per tutti 
noi, ma anche un genitore che ha insegnato l'amore incondizionato 
verso il prossimo, la gioia, la spensieratezza e soprattutto la 
speranza. 
 Lui è speranza e vivrà in ognuno di noi. 
 
Ma facciamo un piccolo salto nel tempo e torniamo al primo giorno in cui 
Luca mise piede nella nostra casa, nel nostro rifugio.  
 
C'era una volta, 
un fabbricante di sogni. Viveva nel cuore della foresta, nella sua piccola 
capanna di artigiano insieme alle creature del bosco e agli animali di cui si 
prendeva cura insieme ai fratelli. Passava le notti insonne a costruire sogni 
per tutti, a scrivere storie da raccontare agli animi annoiati e 
rassegnati,sperando di vedere nei loro occhi un po' di speranza. 
Creava gioielli per tutte le donne, le comari del paese amavano incastonarsi 
di pietre preziose e coprivano la loro candida pelle con rubini e zaffiri che 
solo le abili mani di Luca potevano lavorare. Adoravo le sue mani. Erano 
grandi, ma al tempo stesso tenere. Le mani di uno spirito creativo e che 
sapeva arrangiarsi in ogni situazione. 
 Aveva sempre qualche macchia di colore sugli abiti, ma questo perché ogni 
artista che si rispetti, porta con orgoglio il proprio colore e le sfumature della 
tintura con cui anima le sue opere d'arte.  
Luca danzava e faceva ballare anche i più pigri. Aveva una musica dentro che 
gli scuoteva l'anima e gli scompigliava i capelli, castani, corvini o dorati. 
Qualunque fosse il suo stile, Luca viaggiava leggero e correva all'impazzata a 
bordo della sua Bluette su cui tutti gli amici avevano fatto un giro. In paese 
tutti lo riconoscevano e lo sentivano arrivare da lontano, il rombo della sua 
Bluette era leggendario. Se la sua macchinina avesse potuto parlare, chissà 
quante storie ci avrebbe raccontato. Finché, una notte, la sua Bluette lo 
condusse fino al Rifugio di Francesco e fu da quella sera che Luca decise di 
fabbricare sogni anche per tutti noi.   
-“Dipingo sorrisi su tutti i visi!” Esclamò. 
E lasciò che la porta dietro di lui si chiudesse lentamente.  
E da quel giorno, Luca per noi non se ne è più andato. 
 C'è chi ricorda le sue sagge parole, chi il suo smagliante sorriso, chi la sua 
voglia di vivere e di ridere come un uragano, chi la luce che gli illuminava gli 
occhi, chi la sua fame perenne, ma non una semplice voglia di dolci, ma una 
fame e una sete di vita, mossa dalla sua anima curiosa ed irrequieta. Una 
voglia di gustare la vita in tutte le sue sfumature, in tutto il suo colore e in 
tutte le combinazioni che solo la tavolozza di un vero artista conosce.  
E anche una sana dose di gola, il suo palato amava le lasagne col pane!! 
Luca era un esploratore, ecco perché riusciva a vedere i sogni. Ma soprattutto, 
aveva la capacità di sporcarsi fin dentro l'anima pur di trovare i sogni di tutti 
affinché le persone a lui care fossero felici. Nonostante la sua tenera età, Luca 
riusciva a tornare bambino per giocare e a correre contro il tempo divenendo 
improvvisamente uomo per prendersi cura di noi, come un corvo nutre i suoi 
piccoli nel nido in cima all'albero. I nostri occhi fraterni lo hanno visto 
crescere, cambiare, perdere la goffaggine ed acquisire il fascino che un uomo 
assume dopo gli anni della fresca adolescenza. Sul palco riusciva a portare 
speranza nei volti dei disillusi e a far sorridere gli spettatori silenziosi, 
persino quando dimenticava le battute o gli appuntamenti. Nonostante la sua 
dolce distrazione e il timore che ogni attore prova dietro le quinte, ogni 
spettacolo inizialmente catastrofico, si trasformava in un successo, proprio 
come un incantesimo.  
 
Luca l'aveva sognata, poi disegnata la rivoluzione, Luca poteva farla. 
Luca era, è ed e sempre sarà la più grande scarica di adrenalina che ognuno 
di noi abbia mai provato, anche più forte del brivido dietro la schiena, Luca 
abbracciava forte. 
 
Un giorno guidati da stelle sicure, ci ritroveremo in qualche angolo 
di mondo lontano. 
Tra i bassi fondi e gli sbandati o sui sentieri laddove corrono le fate. 
Ovunque tu sia, buona strada. Qualunque tu stia percorrendo. 
 
I tuoi belli di Sapone 

 

Articolo: "Di bullismo si può morire"

7 febbraio 2017 prima giornata nazionale contro il bullismo

Provenienza Intervista: LetteraDonna.it

Articolo di Alessia Albertin

 

 
 
 
 
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